giovedì 15 maggio 2008
La sicurezza non passa né per i rom né per la camorra
Cerchiamo di essere seri, realisti e non fare confusione. Non c'è dubbio che l'illegalità oramai ha superato i livelli di guardia e che è necassrio provi rimedio: con urgenza e determinazione. E, in questo senso, i rom non possono avere la pretesa di crearsi una sorta di stato nello Stato dove la legalità è messa completamente al bando. In poche parole i rom, che si stanziano in Italia, devono rispettare, come tutti gli italiani, le leggi dello Stato. Ma è altrettanto vero che non si può ricorrere alla camorra per risolvere il problema dei rom. Diciamoci chiaro e tondo che la sicurezza dei cittadini non può essere attentata dai rom, così come la camorra, che è il massimo della illegalità, non può sostituirsi allo Stato, che invece deve perseguirla e combatterla anche più dei rom.
lunedì 12 maggio 2008
Ora è toccato a Schifani e domani...?
Leggo sul Corriere della Sera, a proposito della trasmissione “Che tempo fa?” di Fabio Fazio (che tante polemiche ha scatenato per le accuse, inopportune, fuori luogo, e del tutto gratuite di Travaglio nei confronti della seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Renato Schifani al quale ribadisco la mia stima e la mia totale solidarietà) che Giuseppe Fioroni ha dichiarato: «So che chi informa non può mai calpestare la dignità delle persone. Pensiamo al caso Mastella, uno fra i tanti». Ringrazio, ovviamente, l’ex ministro e collega Fioroni. Aggiungo, però, che se tante parole, e certe considerazioni fossero giunte nei momenti in cui la gogna mediatica del trio Santoto-Travaglio-Vauro (e non solo) si abbatteva su di me, forse, anche la passata legislatura avrebbe potuto avere una storia o un percorso completamente diverso.
Oggi leggo tanti commenti, prese di posizione dure anche da sinistra: ma allora dove erano, quando si organizzavano trappole e attacchi strumentali nei miei confronti?
Ma si sa, tutto scorre come sosteneva Eraclito. L’unica cosa che resta, invariata, purtroppo, è la tentazione, sempre più forte, di telepredicatori-giustizialisti di andare in tv senza contraddittorio, con il placet dei soliti Robespierre della politica, consentendo così la distruzione della dignità dei non allineati.
Tutto ciò, naturalmente, attraverso la benedizione del servizio pubblico, quello che i cittadini pagano con il canone. Chissà, non è giunta forse l’ora di rendere un po’ più seria e meno partigiana la nostra tv?
Oggi leggo tanti commenti, prese di posizione dure anche da sinistra: ma allora dove erano, quando si organizzavano trappole e attacchi strumentali nei miei confronti?
Ma si sa, tutto scorre come sosteneva Eraclito. L’unica cosa che resta, invariata, purtroppo, è la tentazione, sempre più forte, di telepredicatori-giustizialisti di andare in tv senza contraddittorio, con il placet dei soliti Robespierre della politica, consentendo così la distruzione della dignità dei non allineati.
Tutto ciò, naturalmente, attraverso la benedizione del servizio pubblico, quello che i cittadini pagano con il canone. Chissà, non è giunta forse l’ora di rendere un po’ più seria e meno partigiana la nostra tv?
sabato 3 maggio 2008
Su Santoro, due pesi due misure
Sapete l’ultima? Leggo che Claudio Petruccioli – e, vedo che è in buona compagnia dalle reazioni che accompagnano la sua presa di posizione – solo oggi scopre l’uso strumentale e politico della trasmissione di Raidue “Anno Zero”. Solo oggi, finalmente, il presidente della Rai si accorge che la trasmissione del signor Santoro è in realtà un luogo di vero e proprio linciaggio mediatico, un programma appaltato a terzi, che ne fanno un uso arbitrario ed indecente. Ma questi autorevoli garantisti – mi chiedo – dove erano quando il signor Santoro e il suo Vauro per un anno intero mi hanno massacrato mediaticamente e politicamente con ospiti e servizi mirati esclusivamente a demolire la mia persona, la mia famiglia, il mio ruolo istituzionale di guardasigilli? Di fronte a tante gratuite infamie ho ascoltato solo assordanti silenzi e tanta solitudine. Non una critica, non una presa di distanza da parte dei vertici Rai, e dei miei alleati di governo verso gli insulti e le insinuazioni – verificatesi poi del tutto infondate – dei Grillo e dei De Magistris di turno. Una sola amara consolazione: come nella giustizia, e le sentenze di questi giorni lo confermano, anche in politica, alla fine, la verità viene a galla e il signor Santoro, e la sua faziosità sono serviti.
martedì 29 aprile 2008
Alla razza padana preferisco quella italiana
Si è aperta la nuova Legislatura. E innanzitutto auguri di buon lavoro al neo Presidente del Senato, Renato Schifani.
Ed ora veniamo alle dolenti note.
Leggo dalle agenzie di stampa che i «fucili» di Umberto Bossi «sono sempre caldi», «che il Cavaliere ha sposato la Lega e dovrà eseguire gli ordine» e, soprattutto, che il senatore Roberto Castelli, in predicato di un incarico di governo ai Lavori pubblici, è pronto ad investimenti per le infrastrutture solo al Nord, sottolineando che si disinteresserà completamente del Mezzogiorno. Complimenti: è un bel modo per come la Lega condizionerà pesantemente il governo Berlusconi e di come intende far crescere l’Italia.
Se il buongiorno si vede dal mattino, non c’è da stare tranquilli. Bisogna reagire. Certamente non utilizzeremo fucili, ma la voce della gente del Sud, che non potrà assistere in silenzio, e a lungo, a questa filosofia razzista e classista.
Ai miei conterranei chiedo uno scatto d’orgoglio. Chiedo di riunire le forze, di non dividerci, perché l’Italia cresca in una sorta di reciproca mutualità, con un Nord che stringe la mano al Sud e un Meridione che riscatta la propria immagine.
Per questi valori e questi ideali, non è necessario essere in Parlamento, è necessario tornare a lavorare in maniera capillare sul territorio, ascoltando le necessità della gente e facendosene interprete.
Non mi va e nemmeno ci va, come gente del Sud, sentirci un peso per la collettività quando, in realtà, siamo ben consci di essere una risorsa per l’intera nazione.
Ed ora veniamo alle dolenti note.
Leggo dalle agenzie di stampa che i «fucili» di Umberto Bossi «sono sempre caldi», «che il Cavaliere ha sposato la Lega e dovrà eseguire gli ordine» e, soprattutto, che il senatore Roberto Castelli, in predicato di un incarico di governo ai Lavori pubblici, è pronto ad investimenti per le infrastrutture solo al Nord, sottolineando che si disinteresserà completamente del Mezzogiorno. Complimenti: è un bel modo per come la Lega condizionerà pesantemente il governo Berlusconi e di come intende far crescere l’Italia.
Se il buongiorno si vede dal mattino, non c’è da stare tranquilli. Bisogna reagire. Certamente non utilizzeremo fucili, ma la voce della gente del Sud, che non potrà assistere in silenzio, e a lungo, a questa filosofia razzista e classista.
Ai miei conterranei chiedo uno scatto d’orgoglio. Chiedo di riunire le forze, di non dividerci, perché l’Italia cresca in una sorta di reciproca mutualità, con un Nord che stringe la mano al Sud e un Meridione che riscatta la propria immagine.
Per questi valori e questi ideali, non è necessario essere in Parlamento, è necessario tornare a lavorare in maniera capillare sul territorio, ascoltando le necessità della gente e facendosene interprete.
Non mi va e nemmeno ci va, come gente del Sud, sentirci un peso per la collettività quando, in realtà, siamo ben consci di essere una risorsa per l’intera nazione.
mercoledì 16 aprile 2008
Mi sono fatto due conti
Stanotte mentre guardavo e riguardavo lo spoglio elettorale per la Provincia di Benevento e il Comune di Ceppaloni, mi sono fatto anch'io due conti.
E sapete cosa ho scoperto? Che, quel quasi 17% ottenuto a Benevento con due liste dell'Udeur, che ha permesso al candidato presidente del "centro-sinistra" di vincere al primo turno, avrebbe fatto comodo anche a tanti altri. Per esempio al Senato, quei voti, avrebbero permesso di ottenere senatori in Campania, e non solo. Infatti, con un po' di lungimiranza i voti dell'Udeur, messi in campo, avrebbero fruttato senatori, per esempio, anche in Calabria e in Puglia.
Io, questi semplici conticini me li sono fatti. Chissà, se anche qualcun altro se li sarà fatti? Di certo, sul mio territorio, l'Udeur c'è, è determinante e ripartirà proprio da qui. Più semplicemente diciamo, che se non sono in Parlamento, non lo ha deciso, come per altri, l'elettorato perché io, i miei elettori, li ho, me li tengo stretti, e non li ho svenduti.
A presto, Clemente
P.S. Grazie Benevento, grazie Ceppaloni
E sapete cosa ho scoperto? Che, quel quasi 17% ottenuto a Benevento con due liste dell'Udeur, che ha permesso al candidato presidente del "centro-sinistra" di vincere al primo turno, avrebbe fatto comodo anche a tanti altri. Per esempio al Senato, quei voti, avrebbero permesso di ottenere senatori in Campania, e non solo. Infatti, con un po' di lungimiranza i voti dell'Udeur, messi in campo, avrebbero fruttato senatori, per esempio, anche in Calabria e in Puglia.
Io, questi semplici conticini me li sono fatti. Chissà, se anche qualcun altro se li sarà fatti? Di certo, sul mio territorio, l'Udeur c'è, è determinante e ripartirà proprio da qui. Più semplicemente diciamo, che se non sono in Parlamento, non lo ha deciso, come per altri, l'elettorato perché io, i miei elettori, li ho, me li tengo stretti, e non li ho svenduti.
A presto, Clemente
P.S. Grazie Benevento, grazie Ceppaloni
martedì 8 aprile 2008
CARO ROMANO NON SONO STATO IO A TRADIRTI
Ho letto con molta attenzione, questa mattina, le analisi del Presidente Romano Prodi sul quotidiano La Stampa e per questa ragione ho deciso di rispondere.
Caro Romano, non sono io ad averti tradito, ma chi ha lavorato per mandarti a casa logorando la tua e la nostra azione di governo. Condivido, infatti, in larga parte le considerazioni di Prodi, soprattutto, quando individua in alcune forze politiche la responsabilità di aver minato l’azione dell’esecutivo, con dichiarazioni ed atteggiamenti istituzionalmente opinabili. Quanto a me, ricordo di essere stato oggetto, sin dal mio insediamento, di una campagna di delegittimazione portata sistematicamente avanti da una parte della coalizione, e assecondata da quegli stessi organi “padronali” dell’informazione, acerrimi nemici del professore bolognese, che strumentalizzando inchieste giudiziarie, rilevatesi poi prive di ogni fondamento, hanno decretato la mia panchina politica.
Nelle circostanze in cui è maturato il mio accerchiato e sono stato costretto ad alzare bandiera bianca, ho dovuto registrare un’avara solidarietà umana e scarse solidarietà politiche, proprio da coloro che hanno lavorato per la fine della tua esperienza di governo. Nei tuoi riguardi, caro Romano sono sempre stato leale e ti conferma anche oggi la mia piena stima.
Caro Romano, non sono io ad averti tradito, ma chi ha lavorato per mandarti a casa logorando la tua e la nostra azione di governo. Condivido, infatti, in larga parte le considerazioni di Prodi, soprattutto, quando individua in alcune forze politiche la responsabilità di aver minato l’azione dell’esecutivo, con dichiarazioni ed atteggiamenti istituzionalmente opinabili. Quanto a me, ricordo di essere stato oggetto, sin dal mio insediamento, di una campagna di delegittimazione portata sistematicamente avanti da una parte della coalizione, e assecondata da quegli stessi organi “padronali” dell’informazione, acerrimi nemici del professore bolognese, che strumentalizzando inchieste giudiziarie, rilevatesi poi prive di ogni fondamento, hanno decretato la mia panchina politica.
Nelle circostanze in cui è maturato il mio accerchiato e sono stato costretto ad alzare bandiera bianca, ho dovuto registrare un’avara solidarietà umana e scarse solidarietà politiche, proprio da coloro che hanno lavorato per la fine della tua esperienza di governo. Nei tuoi riguardi, caro Romano sono sempre stato leale e ti conferma anche oggi la mia piena stima.
lunedì 7 aprile 2008
Italiani, brava gente
Sento parlare di fucili, leggo di cordate fantasma per Alitalia, vedo troppe polemiche, perfino, sulle schede elettorale. E gli italiani?
Ma chissà, mi auguro solo che non perdano la speranza.
Tanta gente mi sta scrivendo in queste ore. In modo particolare dal Sud. A tutti e, in modo particolare, ai miei conterranei affiderò le mie forze, il mio impegno, e le mie ragioni per il futuro.
Ma chissà, mi auguro solo che non perdano la speranza.
Tanta gente mi sta scrivendo in queste ore. In modo particolare dal Sud. A tutti e, in modo particolare, ai miei conterranei affiderò le mie forze, il mio impegno, e le mie ragioni per il futuro.
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